Viaggio in Sardegna. La Sartiglia raccontata da chi l'ha vissuta...

Domenica, 19 Febbraio, 2012

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Viaggio in Sardegna. La Sartiglia raccontata da chi l'ha vissuta: le parole di Eleonora Deiana  da tagsardegna

Uno dei modi migliori per conoscere il reale significato della Sartiglia è parlare con chi l’ha vissuta. Per questo Tag Sardegna ha scambiato quattro chiacchiere con Eleonora Deiana, una giovane algherese che partecipa alla Sartiglia sin da bambina, grazie alla passione comune di genitori e nonni

Eleonora ci ha raccontato il suo rapporto con questo appuntamento eccezionale, le sue esperienze e l’emozione data dal partecipare attivamente a una sfilata, indossando l’abito tipico della città di Oristano.

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Ecco di seguito la nostra chiacchierata.

Ciao Eleonora, grazie per la tua disponibilità!

Come prima cosa vorrei chiederti: quando hai conosciuto la Sartiglia? Com’è stata la tua “prima volta”?                                                                                                                         Posso dire con certezza di conoscere la Sartiglia da quando sono nata, cioè esattamente da ventiquattro anni! I miei nonni paterni vivono ad Oristano perciò per me è stato da sempre tradizione passare il Carnevale lì e seguire la Sartiglia. La passo praticamente sempre con la famiglia e ogni anno è un’esperienza sempre nuova, per questo penso non mi stancherò mai. Seguo questa manifestazione con grande passione da quando ero bambina e ne sono sempre stata totalmente affascinata.. Ogni anno il mio desiderio era quello di poter un giorno parteciparvi sfilando con i costumi della corte di Eleonora d’Arborea o con il costume tradizionale. Un piccolo sogno che si è realizzato lo scorso anno!

La Sartiglia viene spesso indicata come una manifestazione magica. Condividi questa definizione? Tu, come la descriveresti?

Si è così, la Sartiglia è una manifestazione magica! I suoni caratteristici dei tamburini e trombettieri che ne scandiscono ogni momento entrano nel cuore e sembrano andare a ritmo con il suo battito, i colori delle coccarde con i quali sono ornati i cavalli sono un piacere per gli occhi, i cavalieri con quei meravigliosi costumi, la sfilata della corte di Eleonora d’Arborea e dei costumi tradizionali sardi, riescono a regalarmi ogni volta delle emozioni indescrivibili che pervadono l’anima! Ma la cosa che da sempre mi affascina in modo particolare è la figura di Su Componidori, di una bellezza disarmante così imponente e misteriosa, avvolta da un alone di sacralità ma allo stesso tempo profana. Un semplice uomo che in seguito al rito della vestizione diventa un semi dio per un giorno. E credimi quando dico che tutti lo vedono come tale! Ad Oristano il tempo si ferma in quei giorni e tutto si concentra sulla manifestazione. La corsa alla stella lascia sempre con il fiato sospeso e nel momento in cui il cavaliere è quasi sotto la stella tutti si sporgono per vedere meglio e se questa viene colta la folla esplode in un boato di gioia altrimenti si sente chiaramente la delusione. Il momento delle pariglie è il più spettacolare e il più pericoloso in assoluto, anche qui grandi acclamazioni accompagnano la discesa dei cavalieri. Per tre giorni vivi immerso in un clima quasi surreale e quando il martedì la manifestazione si conclude ti senti già pieno di nostalgia ma carico di emozioni.

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Ci hai detto di avere partecipato attivamente a questo evento con una sfilata. Puoi raccontarci la tua esperienza?

Si, lo scorso anno ho avuto la fortuna di poter partecipare alla sfilata! Mia zia ha il suo costume tradizionale e mi aveva promesso che quando sarei riuscita ad entrarci dentro avrebbe fatto di tutto per farmi sfilare. E così la domenica, il primo giorno di Sartiglia io ero li con il costume di Oristano. Indossare un costume sardo e sfilare con questo non è così semplice come sembra! La sveglia è suonata prestissimo la mattina perché la preparazione richiede tempo e pazienza! Il costume si compone di diverse parti e ognuna deve essere ben fissata addosso. Alla fine nell’indossare il costume mi sentivo veramente emozionata. Il corteo della sfilata è formato dalla corte di Eleonora d’Arborea, dai costumi sardi tradizionali, dai tamburini e trombettieri e dalle pariglie dei cavalieri che partecipano alla corsa. La sfilata si svolge in corrispondenza dei momenti che caratterizzano la Sartiglia: prima della corsa alla stella e prima delle pariglie. Quindi si tiene su il costume per tutta la giornata e alla fine ero stanchissima. Durante la sfilata si mantiene un certo portamento, con la schiena dritta e le mani sui fianchi e si cammina guardando dritti davanti a se. E’ stata un giornata faticosa e intensa ma piena di emozione e soddisfazione.

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Inviteresti mai degli amici o dei conoscenti a prendere parte alla Sartiglia?

Assolutamente si! Penso che tutti i sardi almeno una volta nella vita debbano seguire la Sartiglia!

 

Quale pensi che sia il lato più divertente di questo appuntamento?

Forse il momento della svestizione di Su Componidori, in cui si festeggia la giornata passata e si brinda insieme con dell’ottima vernaccia. Ma in generale penso che non ci sia un unico lato divertente, tutta la manifestazione è divertente in sé, in fondo è pur sempre carnevale e la gente in giro per la città è euforica e mette il buon umore.

Scegli pure tre parole che secondo te racchiudono il significato della Sartiglia.

Stelle, fortuna, magia.

Ringraziamo ancora sinceramente Eleonora Deiana per la sua disponibilità e per le splendide risposte, l’ideale per capire la magia e l’interesse che si celano dietro una manifestazione così celebre.

Come da lei sottolineato, la Sartiglia è un evento al quale tutti prima o poi dovrebbero partecipare.

Anche i non sardi, naturalmente.

Allora, siete tutti invitati a farlo!

 pubblicato il 18 febbraio 2012 by Claudio Simbula  pubblicato in  www.tagsardegna.it

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