La Settimana Santa di Castelsardo

Sabato, 16 Aprile, 2011

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I principali riti della Settimana Santa di Castelsardo si svolgono il lunedì successivo alla Domenica delle Palme, Lunissanti, il giovedì, la Prucissioni, e il venerdì, lu Lcravamentu. Caratterizzati dalla presenza di canti polifonici, questi riti sono di chiara origine medievale e presentano forti somiglianze con la tradizione ispanica.

Ecco il programma della Settimana Santa a Castelsardo:

17 aprile 2011 - Domenica delle Palme
Processione fino alla Cattedrale e Santa Messa

18 aprile 2011 - Lunissanti
Il Lunissanti è uno dei riti della Settimana Santa più antichi e conosciuti della Sardegna. I membri della Confraternita dell'Oratorio di Santa Croce, prima dell’alba, si recano nella chiesa di Santa Maria dove si celebrano i riti religiosi.

I membri della Confraternita si dividono in due gruppi: Apostuli e Cantori. I primi, vestiti con una tunica bianca stretta in vita da un cordone e incappucciati, hanno il compito di portare li Misteri. I secondi, suddivisi in tre “Cori” a quattro voci (Miserere, Stabat Mater e Jesu) e alternati ai Misteri, intonano canti di origine pre-gregoriana.

Terminata la messa, comincia la processione di “Cori” e “Misteri” verso la Basilica di Nostra Signora di Tergu; qui i Misteri vengono presentati alla Madonna, accompagnati dal canto funebre, l'Attitu.

Al tramonto, nel centro storico del paese illuminato soltanto da li Fiaccoli (fiaccole) rette dali Fraddeddi (i confratelli) e li Sureddi (le consorelle), ha inizio la Notti Santa: ad aprirla sono l’Appoltuli (gli apostoli) vestiti con l'Abbidu (abito bianco) e lu Cappucciu (un copricapo di forma conica) che trasportano i Misteri. Gli apostoli sono accompagnati da tre Cori e dieci Misteri. Il primo coro, lu Miserere, recante il teschio di un castellanese ignoto, è seguito dal primo gruppo di cinque Misteri; il secondo Coro, lu Stabat, recante la statua dell'Ecce Homo, precede il secondo gruppo di Misteri. Chiude la processione il coro de lu Jesus, recante lu Crocifissu.

giovedì 21 aprile 2011 - La Prucissioni
Si tiene il giovedì santo una processione di origine medioevale nella quale si ricordano la ricerca e l’incontro tra la Madonna e il Cristo agonizzante, rappresentato da una statua lignea del 1300, una delle sculture sacre più antiche dell’Isola. Le statue sono accompagnate dai due cori della Confraternita di Santa Croce, il Miserere e lo Stabat Mater.

venerdì 22 aprile 2011 - Lu Lcravamentu
La cerimonia della deposizione di Cristo, anch’essa di origine medioevale, presenta forti elementi barocchi: parte dalla Chiesa di Santa Maria e accompagna in Cattedrale la Madonna Addolorata. Qui il Cristo viene liberato dalla corona di spine e dai chiodi, che vengono presentati al popolo ed offerti alla Madonna. La processione si conclude nella chiesa di Santa Maria con l'assalto ai fiori benedetti al contatto con il Corpo del Cristo.

Accanto ai tradizionali riti della Settimana Santa la città di Castelsardo offre anche la possibilità a turisti e appassionati di visitare i due musei cittadini:

Il Museo dell'Intreccio del Mediterraneo, unico nel suo genere, è uno dei musei più visitati della Sardegna. E’ ospitato all’interno del Castello dei Doria e contiene una ricca collezione di manufatti realizzati con l’intreccio di fibre vegetali utilizzati per uso domestico e lavorativo, sia in agricoltura che nella pesca. Si può visitare (tutti i giorni tranne il lunedì) dalle ore 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18.30
Per informazioni: tel. +39 079 471380

Il Museo Diocesano Maestro di Castelsardo si trova nella Cripta della Cattedrale e ripropone le opere più importanti della memoria storica del paese, come i dipinti, le statue policrome e una ricca collezione di argenti sacri. Nel periodo pasquale vengono esposti gli oggetti del culto legati alla Settimana santa. Sarà aperto al pubblico dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.30

Informazione tratta dal sito della Regione Autonoma della Sardegna  http: www.sardegnaturismo.it
Informazioni
Ufficio turismo tel. +39 079 470220
ufficioturismo@comune.castelsardo.ss.it

Associazione Turistica Pro Loco
piazza del Popolo, Castelsardo
tel. +39 079 471506
proloco.castelsardo@tiscali.it

Comune di Castelsardo
via Vittorio Emanuele, Castelsardo
tel. +39 079 478400
comcas@tiscalinet.it
www.comunedicastelsardo.it

I rituali della Settimana Santa
I principali riti della Settimana Santa di Castelsardo si svolgono il lunedì successivo alla Domenica delle Palme (Lunissanti), il giovedì (La Prucissioni) ed il venerdì (Lu Lcravamentu).
I rituali della Settimana Santa si aprono con Lu Lunissanti, il lunedì della Settimana Santa.

I membri della Confraternita dell'Oratorio della Santa Croce, prima dell'alba, si recano nella chiesa di Santa Maria dove si celebrano i riti religiosi. I membri della Confraternita si dividono in due gruppi: gli Apostuli e Li Cantori. I primi, vestiti con una tunica bianca stretta in vita da un cordone, prendono il nome di Misteri e hanno il compito di portare i simboli della passione, della crocifissione e della deposizione di Cristo. I secondi, suddivisi in tre "Cori" (Miserere, Stabat Mater e Jesu) a quattro voci e alternati ai Misteri, intonano canti di origine pregregoriana. Ogni gruppo porta con sé un oggetto simbolico: Il Coro del Miserere porta un teschio, il Coro dello Stabat un busto del Cristo e il Coro de Lu Jesus un crocifisso.
Terminata la messa, comincia la processione di Cori e Misteri verso la Basilica di Nostra Signora di Tergu; qui i Misteri vengono presentati alla Madonna, accompagnati dall'Attitu (canto funebre).

Con il calare della notte nel centro storico del paese, illuminato soltanto da Li Fiaccoli (fiaccole) rette da Li Fraddeddi (i confratelli) e Li Sureddi (le consorelle), ha inizio la fase più affascinante della processione, La Notti Santa; ad aprirla sono Li Appoltuli (gli apostoli) vestiti con l'Abbidu (abito bianco) e Lu Cappucciu (cappuccio conico) che trasportano i Misteri circondati da Li Sureddi. Gli apostoli sono accompagnati da tre Cori e dieci Misteri. Il primo coro Lu Miserere, recante il teschio di un castellanese ignoto, è seguito dal primo gruppo di cinque Misteri; il secondo Coro, Lu Stabat, recante la statua dell'Ecce Homo, precede il secondo gruppo di Misteri. Chiude la processione il coro de Lu Jesus, recante Lu Crocifissu.

Nelle prime ore della notte del Giovedì Santo ha inizio La Prucissioni (la processione) con Lu Crucifissu e Maria di lu Pientu (simulacro dell'Addolorata) di origine medievale che ricorda l'incontro tra la Madonna e il Cristo agonizzante, quest'ultimo rappresentato da una statua lignea risalente al Trecento, una delle sculture sacre più antiche dell'Isola. La processione è accompagnata dai due cori della confraternita di Santa Croce, il Miserere e lo Stabat Mater.

La giornata di venerdì è dedicata a Lu Ilcravamentu, sacra rappresentazione della deposizione del Cristo della croce, in forma paraliturgica. Una cerimonia, anch'essa di origine medievale che presenta forti elementi barocchi, rendendola unica nel suo genere.
La processione parte dalla Chiesa di Santa Maria ed accompagna in Cattedrale la Madonna Addolorata. Qui il Cristo viene liberato dalla corona di spine e dai chiodi, presentati al popolo ed offerti alla Madonna. La processione si conclude nella chiesa di Santa Maria con l'assalto ai fiori benedetti al contatto con il Corpo del Cristo.

Storia dell'evento
Probabilmente le origini di questa festa risalgono al periodo medievale, come confermerebbe la presenza dei canti polifonici. A organizzare tutte le fasi della processione sono i membri delle confraternite, organizzazioni religiose di origine ispanica.

Questi sono riusciti a conservare per secoli gli aspetti più profondi del sentimento cristiano nell'Isola. In atmosfere cariche di mistero e sacralità si snodano i cortei composti da confratelli e devoti che, dalle prime ore dell'alba fino al crepuscolo, incedono nelle strade della città sostando nelle chiese.

I tre Cori intonano canti antichi probabilmente di origine anteriore alla dominazione catalana, tramandata nel corso dei secoli per tradizione orale. Si tratta del "canto a cuncordu", solitamente versioni locali del Miserere e dello Stabat Mater. Il canto ha la funzione di determinare i tempi dell'azione rituale dando senso all'azione simbolica rappresentata. Il "canto a cuncordu" ha delle regole molto rigide e poco viene lasciato alla libertà di interpretazione del cantore.

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