La Settimana Santa a Cuglieri

Mercoledì, 21 Marzo, 2012

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Il Rito della Settimana Santa  a Cuglieri

Il Giovedì santo, tardi, dopo la Messa "in coena Domini", ha luogo la processione "de sas chilcas" ovvero la ricerca, da parte delle "Marie" insieme al simulacro della Madonna Addolorata, ospitata dalla chiesa di "Convento", del Cristo morto attraverso le vie del paese fin nelle chiese dove sono stati allestiti i Sepolcri. E’ questa la medesima processione che è partita nel pomeriggio dalla chiesa di "Convento" alla volta della Basilica per la celebrazione della Messa.

Il Venerdì è la giornata più densa di eventi e di emozioni, quella che vede la maggiore partecipazione dei fedeli. La mattina, nella chiesa di "Convento", alla presenza del sacerdote che recita il Miserere e della confraternita di Convento si inchioda alla croce il simulacro di Cristo. E’ questa la rappresentazione della crocifissione di Gesù o "Ingravamentu".

Subito dopo, intorno alle 11.00, un penitente, accompagnato dalla sola confraternita di Convento e dai fedeli, porta a spalla, senza alcuna sosta sino alla Basilica, "sa contra rughe", una pesante croce di legno che sarà inalberata al centro del transetto e costituirà il supporto alla croce sulla quale è stato inchiodato, nella chiesa di "Convento", il simulacro di Cristo. Verso mezzogiorno, sempre dalla chiesa di "Convento", parte diretta in Basilica, la processione con il Crocifisso. Al termine dell’omelia la processione fa rientro in "Convento" accompagnata dai cori che, dietro il simulacro dell’Addolorata, eseguono lo Stabat Mater sequentia. La processione pomeridiana si snoda attraverso le vie del paese fino alla Basilica: i cori, disposti a semicerchio dietro l’Addolorata e il sacerdote, cantano lo Stabat Mater sequentia. Nella Basilica di Santa Maria della Neve ha luogo la paraliturgia della deposizione vissuta come un atto drammatico che si rappresenta da molto tempo. Al termine della paraliturgia si forma nuovamente una processione che, a sera tarda, fa lentamente rientro alla chiesa di "Convento" dove i cori, prima che la lettiga con il Cristo morto sia deposta dai confratelli e lasciata alla devozione dei fedeli, concludono il canto del "Miserere".

Testo tratto da Senafer - CD Multimediale, sito web

// Storia dell'evento

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Cuglieri e il Montiferru
Il paese si trova nel territorio del Montiferru, sulla sommità di un altopiano basaltico, a 480 metri sul livello del mare, immerso in un paesaggio montano caratterizzato da uno splendido paesaggio con fitti boschi, fiumi e sorgenti.


Le "Cunfrarias" e la crocifissione di Gesù
Con i riti della Settimana Santa, organizzati dalle cinque Confraternite, il paese di Cuglieri rievoca le vicende del processo e la crocifissione di Gesù. Tutte le cerimonie, sparse nelle varie chiese, sono accompagnate da canti liturgici.


Le cinque Confraternite, Cunfrarias, che organizzano i riti della Settimana Santa sono: la Confraternita del Convento, la Confraternita di Santa Croce, la Confraternita del Carmelo, la Confraternita di San Giovanni e la Confraternita del Rosario. Quest'ultima fa capo alla Basilica di Santa Maria della Neve (chiesa parrocchiale di Cuglieri).


Il Giovedì Santo i riti iniziano con la celebrazione della Santa Messa in Coena Domini, seguita dalla processione de Sas Chilcas, ovvero la ricerca di Gesù per le vie del paese e nelle chiese dove sono stati allestiti i Sepolcri.


La mattina del Venerdì Santo viene celebrata la funzione de S'Ingravamentu seguita dalla processione de sa rughe e da quella con il simulacro del Cristo in Croce.
La sera viene celebrata la funzione de S'Isgravamentu; una volta terminata, parte la processione di rientro nella chiesa del Convento.


Nella giornata di Sabato Santo si ripete la funzione de Sas Chilcas.


Le celebrazioni della Settimana Santa in Sardegna traggono la loro origine principalmente dai riti tradizionali portati nell'isola dalla cultura spagnola e risalenti al 1600.
In molti centri dell'isola infatti le liturgie della rappresentazione della passione e morte del Cristo vengono ancora celebrate con antichi cerimoniali di ascendenza medievale, mediati dalla tradizione iberica, così, per esempio, per l’iconografia della Vergine Dolente, protagonista delle celebrazioni.


Ai riti di origine iberica si sovrappongo poi elementi che provengono dalle ancora più antiche tradizioni campidanesi, logudoresi e barbaricine.
Ad elementi di origine precristiana ed in particolare al mito fenicio di Adone che celebrava la morte e la rinascita della vegetazione risale la tradizione di seminare, il Mercoledì delle Ceneri, in piatti pieni di terra o di bambagia, chicchi di grano o di legumi che, lasciati al buio, germogliano in fitti ciuffi di foglie lunghe e strette di colore giallo.


Nascono così le piantine di is nenniris o nenneros, esposte nelle cappelle delle chiese in cui il Giovedì Santo si allestiscono i Sepolcri e si adora il Santissimo Sacramento e, in passato, lasciate essiccare ed utilizzate per le fumigazioni contro i malanni.


tratto da     http://www.sardegnagrandieventi.it


info:


e-mail: info@comune.cuglieri.or.it
sito internet: www.comune.cuglieri.or.it

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