"L’ultima regia di Hoffmann Sandor", il nuovo spettacolo di Cadadie, apre la stagione della Vetreria di Cagliari

Giovedì, 20 Ottobre, 2011

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Venerdì 21 e Sabato 22 ottobre - ore 21.00
Cagliari, Teatro La Vetreria

La stagione  della Vetreria di Cagliari  parte con il debutto del nuovo spettacolo del Cada Die Teatro


   L’ultima regia di Hoffmann Sandor
di Luigi Alcide Fusani
con Alessandro Mascia e Pierpaolo Piludu
disegno luci Giovanni Schirru
regia Silvestro Ziccardi
realizzazioni scenografiche Mario Madeddu, Marilena Pittiu, Anna Sedda
in collaborazione con la Società Umanitaria di Cagliari

Luigi Alcide Fusani ha scritto questo testo dopo un’esperienza di alcuni anni di insegnamento in Ungheria dove è venuto a conoscenza dello sterminio di circa un milione di ebrei, di cui quattromila nella sola città di Pécs, nel 1944. Ciò che ha turbato maggiormente l’autore è stata la rimozione di quell’evento.
Lo scenario de “L’ultima regia di Hoffmann Sandor” sono i campi di sterminio nazisti.
Fusani concentra la sua attenzione sul ruolo della propaganda: il protagonista, Karl Von Hessen, giovane regista cinematografico, viene incaricato di girare un film in un campo di sterminio. Il film deve mostrare che i campi sono abitati da volontari di tutte le età che accettano con entusiasmo di lavorare per il trionfo della Germania nazista. Karl, durante le riprese, riconosce, tra i deportati, il regista Hoffmann Sandor, un ebreo ungherese, suo amico e maestro. I due decidono di avventurarsi in un’impresa estremamente rischiosa: realizzare contemporaneamente due film, quello voluto dalla propaganda e un altro che documenti la vera realtà dei campi...

Luigi Alcide Fusani (Carrara)  

 

 Direttore artistico della stagione comunale del teatro di Abbiategrasso; nel ‘96 ha fatto nascere il festival internazionale di teatro urbano della Provincia di Milano, che ha diretto per dodici edizioni. Dal 2003 al 2008 ha diretto il centro teatrale universitario “Aula 441” dell’Università di Pécs, in Ungheria. Qui ha cominciato a scrivere i suoi testi teatrali più significativi, tra cui l’Hoffmann Sandor.

 

Biglietti

Biglietto d’ingresso agli spettacoli - 10 euro / 8 euro ridotto
spettacoli scuola di arti sceniche: 5 / 4 euro ridotto
Abbonamento Stagione – 40 euro / 32 euro ridotto
Riduzioni per giovani fino a 26 anni, senior over 65 e residenti a Pirri: 15% sull’abbonamento e 20% sul biglietto d’ingresso
La biglietteria aprirà un'ora prima dell'inizio di ogni spettacolo.

INFO, prenotazioni biglietti e abbonamenti
Teatro La Vetreria, via Italia, 63 – Pirri Cagliari
Cada die teatro 070.5688072 – 070.565507 - 328.2553721
cdt@cadadieteatro.it - cadadieteatro.it

LA STAGIONE 2011  DEL TEATRO LA VETRERIA

Venerdì 21 e Sabato 22 ottobre - ore 21.00

Cada Die Teatro

L’ultima regia di Hoffmann Sandor

 

Sabato 29 ottobre - ore 18.30

incontro con Marco Martinelli intervistato da Walter Porcedda

Sabato 29 ottobre - ore 21.00

Teatro delle Albe

La canzone degli F.P. e degli I.M.

 

Sabato 5 novembre - ore 21.00

Giulio Cavalli con Cisco

L’innocenza di Giulio

Andreotti non è stato assolto

 

Sabato 12 novembre - ore 21.00 

Babilonia Teatri

The End

 

Sabato 19 novembre - ore 21.00 

Teatro Invito

La colonna infame

 

 

Venerdì 25 e Sabato 26 novembre - ore 21.00 

Scuola di Arti Sceniche La Vetreria

Storie clandestine

A seguire proiezione del video

L'amore ai tempi delle frontiere di Gabriele Del Grande

 

Sabato 3 dicembre - ore 19.00

Scuola di Arti Sceniche – progetto Migranti

La Not(t)e migrante

Saranno presenti:

Eticando

Piazza Repubblica libri

Amnesty International

 

Comune di Cagliari

Provincia di Cagliari

Municipalità di Pirri

Regione Autonoma della Sardegna

 

Schede degli spettacoli 

Cada Die Teatro

L’ultima regia di Hoffmann Sandor

di Luigi Alcide Fusani

con Alessandro Mascia e Pierpaolo Piludu

disegno luci Giovanni Schirru

regia Silvestro Ziccardi

realizzazioni scenografiche Mario Madeddu, Marilena Pittiu,  Anna Sedda 

in collaborazione con la Società Umanitaria di Cagliari

Luigi Alcide Fusani ha scritto questo testo dopo un’esperienza di alcuni anni di insegnamento in Ungheria dove è venuto a conoscenza dello sterminio di circa un milione di ebrei, di cui quattromila nella sola città di Pécs, nel 1944. Ciò che ha turbato maggiormente l’autore è stata la rimozione di quell’evento. 

Lo scenario de “L’ultima regia di Hoffmann Sandor” sono i campi di sterminio nazisti.

Fusani concentra la sua attenzione sul ruolo della propaganda: il protagonista, Karl Von Hessen, giovane regista cinematografico, viene incaricato di girare un film in un campo di sterminio. Il film deve mostrare che i campi sono abitati da volontari di tutte le età che accettano con entusiasmo di lavorare per il trionfo della Germania nazista. Karl, durante le riprese, riconosce, tra i deportati, il regista Hoffmann Sandor, un ebreo ungherese, suo amico e maestro. I due decidono di avventurarsi in un’impresa estremamente rischiosa: realizzare contemporaneamente due film, quello voluto dalla propaganda e un altro che documenti la vera realtà dei campi...

Luigi Alcide Fusani (Carrara)        Direttore artistico della stagione comunale del teatro di Abbiategrasso; nel ‘96 ha fatto nascere il festival internazionale di teatro urbano della Provincia di Milano, che ha diretto per dodici edizioni. Dal 2003 al 2008 ha diretto il centro teatrale universitario “Aula 441” dell’Università di Pécs, in Ungheria. Qui ha cominciato a scrivere i suoi testi teatrali più significativi, tra cui l’Hoffmann Sandor.

 

Teatro delle Albe

La canzone degli F.P. e degli I.M.

con Alessandro Argnani, Luca Fagioli, Roberto Magnani, Alessandro Renda

ideazione e regia di Marco Martinelli

promozione a cura di Silvia Pagliano, Francesca Venturi

produzione Ravenna Teatro

Il testo di La canzone degli F.P. e degli I.M. è contenuto nel volume Il mondo salvato dai ragazzini di Elsa Morante, Einaudi, Torino, 1968. Elsa Morante da sempre ci accompagna nel nostro lavoro. Ora, a vent’anni dalla morte, di lei si parla poco. Quello che ci ha toccato è che, oltre ad aver previsto la grande omologazione e il regno degli “Infelici Molti”, possedeva una sorta di “premura rivoluzionaria”. C’è una lettera a Goffredo Fofi in cui questa sua sensibilità è evidente: il mondo va a rotoli, è sempre più orribile, e lei si preoccupa della diffusione gratuita dei suoi libri.

“È il mio modo di fare la rivoluzione culturale (questo te lo dico per ridere, cioè: magari la mia rivoluzione fosse così semplice e facile! Invece si tratta di una rivoluzione permanente, la mia, forse disperata)”.

Il pensiero delle Albe corre anche a Martin Luther King quando diceva: “Se anche sapessi che domani sarà gettata la bomba atomica, oggi pianterei lo stesso il melo nel mio giardino”.

È su questo che abbiamo fondato la nostra po-etica, in una costellazione dove brillano il gesto irriducibile di Luther King e la premura rivoluzionaria di Elsa Morante. Marco Martinelli

Teatro delle Albe (Ravenna)        Compagnia teatrale fondata nel 1983 da Marco Martinelli, Ermanna Montanari, Luigi Dadina e Marcella Nonni. Muove i suoi primi passi in ambito teatrale a partire dal concetto di «asinità», preso a prestito da Giordano Bruno, ovvero una «forma di apertura all’illimitato». Martinelli, guida del gruppo, ha spesso scritto i testi in collaborazione con i propri attori, considerandoli co-autori degli spettacoli e definendo la drammaturgia che ne scaturisce «teatro di carne».

Giulio Cavalli e Cisco

L’innocenza di Giulio - Andreotti non è stato assolto

di Giulio Cavalli

con la collaborazione di Giancarlo Caselli e Carlo Lucarelli

regia di Renato Sarti

musiche originali di Stefano “Cisco” Bellotti

una produzione Bottega dei Mestieri Teatrali e Teatro della Cooperativa

Speravamo bastasse esercitarla, la memoria, perché non ci scippassero la Storia. Oggi ci tocca smentirla. Giulio Andreotti è stato al centro della scena politica italiana per tutta la seconda metà del XX secolo. Sempre presente nell’Assemblea costituente e poi nel Parlamento dal 1948; la storia umana di Giulio Andreotti si lega alla storia della politica italiana.

Oggi Andreotti è l’icona di un “martirio giudiziario” con oscuri fini politici che ce lo raccontano assolto. Nella sentenza si legge: «Quindi la sentenza impugnata, al di là delle sue affermazioni teoriche, ha ravvisato la partecipazione nel reato associativo non nei termini riduttivi di una mera disponibilità, ma in quelli più ampi e giuridicamente significativi di una concreta collaborazione». Se la sentenza definitiva fosse arrivata entro il 20 dicembre 2002 (termine per la prescrizione), Andreotti avrebbe potuto

essere condannato in base all’articolo 416.

La storia, comunque, dice che Andreotti si è seduto al tavolo della Mafia. E come, dove, con chi e “presumibilmente perché”, va raccontato.

Giulio Cavalli (Milano)                Fondatore della compagnia Bottega dei Mestieri Teatrali e direttore artistico del Teatro Nebiolo, dopo le prime regie, debutta come attore nel 2006 con lo spettacolo Kabum!..come un paio di impossibilità! – spettacolo sulla Resistenza in Italia con la supervisione artistica di Paolo Rossi. I suoi spettacoli si ispirano al presente, tenendo fede ad un’idea di teatro come mezzo per mantenere vive pagine importanti della nostra storia. Assume quindi sempre maggiore importanza la fase di ricerca preliminare alla stesura dei testi d’indagine sui temi più oscuri e controversi della storia contemporanea italiana.

 

Babilonia Teatri

The End

di Valeria Raimondi e Enrico Castellani

con Valeria Raimondi, Enrico Castellani, Ilaria Dalle Donne, Luca Scotton

con la collaborazione artistica di Vincenzo Todesco

scene Babilonia Teatri/Gianni Volpe

luci e audio Babilonia Teatri/Luca Scotton

costumi Babilonia Teatri/Franca Piccoli

organizzazione Alice Castellani

produzione Babilonia Teatri, CRT Centro di Ricerca per il Teatro

in collaborazione con Operaestate Festival Veneto e Santarcangelo 40

con il sostegno di Viva Opera Circus

Ci guardiamo e proviamo a fotografarci.

Ad interrogarci sulle ragioni che ci portano a vivere la morte come un corpo estraneo. Violento. Traumatico. Un evento con cui non convivere e non riconciliarci. Di sicuro vedere un corpo morto per la prima volta a vent’anni è diverso da averlo sempre visto.

Vedere un animale morire. Ucciderlo. È diverso da trovarlo sezionato e confezionato.

Incontrare la morte quotidianamente oggi è

un’ eccezione. Ma la regola continua a volerci mortali. Il modo in cui viene affrontata e trattata la morte oggi è profondamente bruciante e carico di contraddizioni. È una combustione lenta e sotterranea, forse per questo più dolorosa e non cicatrizzabile. Ogni tanto riesce a zampillare all’esterno prima di tornare a scorrere sotto traccia. Coperta da una cenere che non è mai in grado di spegnerla. Ma che si ostina a relegarla nell’alveo di un individualismo che nega una sua elaborazione collettiva.

Babilonia Teatri (Verona)              Compagnia di teatro sperimentale, nata nel 2006, ha all’’attivo sei spettacoli e tre premi nazionali. E’ un gruppo eterogeneo dove competenze diverse si fondono, si potenziano. I linguaggi si distruggono e si sporcano. La scelta dei temi di lavoro attraversano l’elaborazione di testi e suggestioni da parte degli attori, di alcuni oggetti e di un possibile uso dello spazio da parte di scenografi e tecnici, di alcuni suoni per quanto riguarda i musicisti, di gesti codificati e immagini, senza trascurare il lavoro di improvvisazione.

 

 

 

Teatro Invito

La colonna infame

con Luigi Maniglia, Luca Radaelli, Valerio Maffioletti

luci di Michele Napiones

suoni di Luigi Maniglia

consulenza musicale di Angelo Rusconi

collaborazione alla regia di Antonio Pizzicato

regia e drammaturgia di Luca Radaelli

Si tratta di un commento agli atti di un processo, quello intentato ai presunti untori della peste nel 1630. “Ciò che si racconta è realmente accaduto, e noi ci immedesimiamo kafkianamente nei poveri malcapitati che vengono presi nell’ingranaggio, capri espiatori da dare in pasto a un popolo terrorizzato e furente”. L’incubo ha inizio. Un leggio, una sedia e tre piantane di metallo che alludono a patiboli, macchine da tortura, croci. Sullo sfondo l’attualità: pesti che ciclicamente ci minacciano; la “pazza paura di un attentato che ha la trista virtù di far prendere per colpevoli degli sventurati”. Torture, ingiustizie, processi sommari in corso anche oggi in varie parti del mondo. Perché “le istituzioni più assurde hanno sostenitori finché non sono morte del tutto, e spesso anche dopo, per la ragione stessa che sono potute vivere”.

Teatro Invito (Lecco)                      La compagnia, fondata nel 1986, è riconosciuta dal Mininstero dei beni e delle attività culturali come Compagnia di teatro per l’infanzia e la gioventù. La compagnia è caratterizzata dall’uso di una drammaturgia originale che, anche se ispirata dalla letteratura e dall’iconografia,  attinge sopratutto dall’improvvisazione dell’attore. In questo processo diventa importante la “poetica della memoria”, marcata dall’uso del dialetto, dall’esperienza autobiografica, dagli eventi storici.

 

Scuola di Arti Sceniche La Vetreria

Storie Clandestine

spettacolo nato da un laboratorio teatrale

diretto da Pierpaolo Piludu

con Alessandro Congeddu, Benedetta Deriu, Marcella Manconi, Sergio Massenti,

Marianna Meles, Cinzia Mocci, Antonino Meloni, Rosalba Pillai, Monica Porcedda,

Daniela Scotto nella parte dei migranti

e con Rita Anedda, Clara Belfiori, Salvatore Cao, Patrizia Congia, Riccarda Curreli, Paola Ferro, Matteo Masala, Antonella Matta, Carlo Onnis, Rosalba Palla, Angela Palmas,

Serenella Palmas, Maria Antonietta Pinna, Susanna Pinna, Massimo Pisano, Rita Safina, Ines Sanna, Mariella Vella, Ida Ximenes nella parte degli onorevoli per niente onorevoli costumi di Fulvia Sanna ed allieve dell’istituto “Pertini” di Cagliari

fonica di Giampietro Guttuso - disegno luci di Giovanni Schirru

Raccontiamo storie dolorose, simili a quelle vissute, non tanto tempo fa, dai nostri genitori e dai nostri nonni: in scena un gruppo di donne e uomini che varcano frontiere, rischiano la vita attraversando il deserto e il mare, per fuggire da guerre, miseria... o semplicemente perché esseri umani liberi. A fare da contraltare, un gruppo di onorevoli per niente onorevoli: ascoltano le storie dei migranti come se stessero assistendo a una simpatica telenovela, e ridono, ridono di gusto!

 

Scuola di Arti Sceniche La Vetreria - progetto Migranti

Not(t)e migrante

direzione Alessandro Mascia,

Mario Madeddu e Alessandro Lay

regia Alessandro Mascia

scene e costumi Mario Madeddu e Marilena Pittiu

collaborazione drammaturgica Alessandro Lay e Mario Madeddu

luci Giovanni Schirru

musiche Giampietro Guttuso

tecnico audio Giorgio Del Rio

in scena: Samantha Ancis, Anna Rita Cardia, Cristiano Coro,Maria Bonaria Contu, Michele Dessì, Alessandra Frongia, Carla Garau, Alessandro Lay, Gabriele Lixia,

Mauro Marini, Francesca Maxia, Andrea Melis, Manuela Meloni, Mauro Mereu,

Francesco Mocco, Diego Usai, Maurizio Perniciano, Silvia Podda, Manuele Sanna

...e altri ancora…

Incontro “semiserio” sul tema Salute e cultura.

Un’ occasione per riflettere su come la cultura possa concorrere alla salute dell’uomo

e promuovere la sua auto determinazione.

 

Biglietti

Biglietto d’ingresso agli spettacoli - 10 euro / 8 euro ridotto

spettacoli scuola di arti sceniche: 5 / 4 euro ridotto

Abbonamento Stagione – 40 euro / 32 euro ridotto 

Riduzioni per giovani fino a 26 anni, senior over 65 e residenti a Pirri: 15% sull’abbonamento e 20% sul biglietto d’ingresso

 La biglietteria aprirà un'ora prima dell'inizio di ogni spettacolo.

INFO, prenotazioni biglietti e abbonamenti

Teatro La Vetreria, via Italia, 63 – Pirri Cagliari

Cada die teatro 070.5688072 – 070.565507 - 328.2553721

 

 

 

Video Gallery