Il Carnevale di Fonni

Giovedì, 5 Febbraio, 2015

Carnevale di Fonni

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Il carnevale tradizionale
Una lotta quotidiana tra l'uomo e la natura rappresentata dalle due maschere caratteristiche del carnevale fonnese: "S'Urthu", che personifica l'animale, e "Sos Buttudos", gli uomini che in ogni modo tentano di domarlo.

Il carnevale fonnese
Il carnevale di Fonni è caratterizzato dalle antiche maschere de s'Urthu e sos Buttudos che rappresentano la lotta quotidiana dell'uomo contro gli elementi della natura. S'Urthu è vestito di pelli di montone o di caprone di colore bianco o nero, ha un grosso campanaccio legato al collo, la faccia annerita dal sughero carbonizzato ("s'inthiveddu"), ed è tenuto al guinzaglio con una rumorosa catena di ferro. Sos Buttudos indossano un cappotto di orbace sopra abiti di velluto, scarponi e gambali di cuoio, sulle spalle i campanacci ("sonaggias").

S'Urhtu, l'orso, lotta continuamente tentando di liberarsi dalle catene, aggredendo uomini e cose che incontra sul suo cammino, arrampicandosi dappertutto, sugli alberi e sui balconi, aizzato ad avventarsi sulla gente e soprattutto sulle ragazze che subiscono le sue esuberanze, mentre sos Buttudos tentano di domarlo. 
Oltre a s'Urthu e sos Buttudos, maschere maschili, sono protagoniste del carnevale fonnese sas Mascaras Limpias. Impersonate sia da uomini che da donne, sas Mascaras Limpias rappresentano l'eleganza e la bellezza, indossano parti del costume tradizionale fonnese femminile: "su vardellinu" (la gonna), "su brathallu" (la camicia bianca) e "su cippone" (una giacca di panno o broccato), portano in testa un cappello di paglia o di cartone coperto con tovaglie ricamate e ornate da nastri variopinti ("sos vroccos") e un velo sul viso ("sa facciola").

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Sas Mascaras Limpias sono accompagnate da su portadore, il garante delle maschere, perché, per non essere riconosciute e per non rivelare il sesso, non parlano e si coprono completamente, indossano anche dei guanti. Spesso sono accompagnate dai suonatori di organetto e invadono le vie del paese al ritmo dei balli e canti tradizionali, eseguendo in particolare la danza fonnese. 
L'ultimo giorno di carnevale, "martis de coa", entra in scena su Ceomo, pupazzo antropomorfo con una maschera, scarpe e guanti, imbottito di paglia e di stracci. 
Seduto su una sedia e portato a braccia, è condotto per le vie del paese da un corteo di maschere che cantano versi in rima deridendo personaggi e alludendo ad avvenimenti locali. Su Ceomo subisce un processo in piazza e, infine, viene messo al rogo mentre gli uomini travestiti da donna intonano un lamento funebre, "su teu", accompagnato da "battorinas" e "muttos" (canti tradizionali sardi) augurandosi che con il fantoccio brucino tutti i mali che affliggono la popolazione.

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Il carnevale inizia il 16 gennaio in occasione di Sant'Antonio quando, un'ora prima della messa, durante su pispiru (il vespro) si accende un unico grande fuoco. Dopo la funzione religiosa, il prete accompagna la statua di Sant'Antonio in processione, compiendo tre giri intorno al fuoco e benedicendo sia il falò sia il pane in "sappa", tipico dolce di questa festa, preparato dal priore e offerto ai presenti dopo la cerimonia. Infine, entrano in scena le maschere tradizionali fonnesi, s'Urthu e sos Buttudos.

il programma su visitfonni   http://www.visitfonni.com/wp-content/uploads/2015/02/carnevale-2015.pdf

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