Al Teatro Eliseo di Nuoro il 27 dicembre, ore 21, Nasodoble/Korè: "Il Re è Frillo"

Domenica, 23 Dicembre, 2012

27 dicembre - Nasodoble/Korè: "Il Re è Frillo"

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Il Re bianco degli scacchi canta le sue storie, i suoi sentimenti, cerca la sua identità nell'assenza della sua regina, rapita, "mangiata"; soffre e ride, immagina e sogna, si aggrappa allo splendore e ai colori dei re delle carte, nella loro forma doppia, a specchio. Invidia e stima questi Re che sanno andare a testa alta e contemporaneamente soffrire a testa in giù.
Si immerge nel gioco della Mariglia, una sorta di bridge mediterraneo e sardo, a dispetto del suo stesso presente e della realtà in bianco e nero, dei suoi pavimenti a scacchiera e della sua corte di insensibili strateghi, dei suoi agi e delle sue impellenze istituzionali. Il Re è Frillo.
Il Re vale un punto. Il Re non vale niente. Non c'è ricchezza, punteggio, vittoria che gli interessi. Il Re vuole parlare al suo popolo e cantargli il percorso della sua anima, un bridge, un ponte verso la bellezza e la forza che gli mancano. La sua preziosa idea di ricchezza è raggiungere la verità nascosta nell'anima, la libertà e la leggerezza dei suoi giullari. E' in questo percorso intimo che la sua corte di Torri, Alfieri, aspiranti Regine, Pedoni, Cavalli e Asini continua a dar prova di raziocinio e formalità, di regolamenti e di schemi, di strategia e di distacco. Ma il Re è frillo. Il Re si sente una carta di Mariglia. Il suo Trionfo è un seme di picche e il suo Male possedere una sola carta utile. Il suo potere è "Vaglio".

I Nasodoble propongono uno stile musicale che piega ogni genere e linguaggio ad esigenze espressive surreali ed intense, raffinate e ballerine, poetiche e teatrali, di forte impatto musicale ed emotivo. Canzoni d'autore di ispirazione punk e jazz che si fondano sulla mescolanza e l'impasto delle eterogenee anime che compongono il gruppo e su un senso della comunicazione immaginifico e surreale. Un gruppo che fonda la propria musica sulla forza contemporanea delle emozioni con la leggerezza e l'incisività di un carnevale di suoni e suggestioni colmi di sorrisi, muggiti, amore e con un pizzico di irriverenza.

Korè, giovanissima compagnia di giovanissimi stilisti guidata in questa circostanza dalla pericolosa regia di Sara Canu è stata pubblicamente accusata, processata e condannata dall'alta corte di Uanciufree per aver indotto nelle nostre coscienze licenziosi e ingannevoli costumi nel tentativo di coniare il termine "o scenocoreografia". Uanciufree è stato riconosciuto in appello complice di questo crimine efferato è a sua volta condannato... al raglio perpetuo finchè vita non li unisca tutti quanti.

info sul sito:    http://www.calagononejazz.it