Al MAN_Museo d’Arte della Provincia di Nuoro, "DREAMTIME, Lo spirito dell’arte aborigena"

Martedì, 8 Marzo, 2011

 

 Bush tucker dreaming, 1967

DREAMTIME                                                                                                                                                      Lo spirito dell’arte aborigena                                                                                                                     MAN_Museo d’Arte della Provincia di Nuoro

DREAMTIME, per quantità (oltre 290  lavori) e soprattutto per  la qualità delle opere proposte, si offre  come  la  più  completa  esposizione mai  presentata  in  Italia  sull’arte  aborigena  australiana contemporanea. Tanto articolata da essere proposta al MAN  in due  successive  “puntate”: una prima,  intitolata  “Lo  spirito dell’arte aborigena”  si può ammirare  fino al 1° maggio 2011.  Ad  essa  seguirà,  dal  6  maggio  al  28  agosto,  la  seconda  parte  dal  titolo  “Arcaicità  e astrazione. Il linguaggio dell’arte aborigena”.

Fino al  28 agosto, quindi, l’arte aborigena “contaminerà” la Sardegna, in un gioco di rimbalzi  che,  partendo  dal  MAN,  si  riverbererà  idealmente  ai  siti  archeologici  e  ai  musei etnografici dell’isola.

Il progetto si avvale delle massime collaborazioni  istituzionali da parte  italiana e australiana ed ha  come  “garante  di  qualità”  il  Koorie  Heritage  Trust,  unico  organismo  riconosciuto  a  livello internazionale per la valorizzazione e lo studio delle culture aborigene.

“Per  DREAMTIME,  sottolineano  i  curatori,  il  KHT  ha  direttamente  selezionato  le  opere, certificandone  così  la provenienza. Tutti  i  saggi destinati al  catalogo Marsilio  sono  stati  redatti dagli  esperti  del  KHT  e  certificati  dal  punto  di  vista  antropologico,  sociale  e  culturale:  una garanzia mai sino ad oggi offerta per nessuna mostra internazionale. Va evidenziato come quella che  giungerà  in  Sardegna  sarà  la  più  numerosa  collezione  di  lavori  aborigeni  che  abbia mai lasciato  l’Australia,  opere  che  coprono  un’area  vastissima  dallo  Stato  del  Victoria  fino  al Qeensland, provenienza che consente di mostrare le profonde differenze fra gruppi culturali”.

Non  fosse  che per questo, DREAMTIME godrebbe del  carattere di eccezionalità  tra  le mostre dedicate  alla  cultura  aborigena  al  di  fuori  del  continente  australe. Ma  ciò  che  certamente  più affascinerà  il  pubblico  italiano  sarà  l’originalità  del  linguaggio  espressivo,  i  colori  ipnotici,  gli archetipi che hanno solcato immutati 40 mila anni, dal Tempo del Sogno ad oggi.

La mostra  include  artisti  di  riconosciuta  fama  come  Clifford  Possum,  John  e  Luke  Cummins, Trevor Turbo Brown, Craig Charles e artisti emergenti, che si stanno affermando nel panorama internazionale. Questa  selezione  presenta  autenticamente  l’arte  aborigena  contemporanea  nel suo attuale  stato d’evoluzione e non  restituisce una  visione  statica degli  stereotipi  che  spesso vengono attribuiti a queste culture.

 “È una sorta di infanzia della storia – sottolinea Cristiana Collu – che avvicina il contemporaneo, il  tempo  presente  alle  nostre  radici,  con  una  forte  spinta  alla  scoperta,  alla  creazione,  alla invenzione, al rispetto, al riconoscimento e  infine al senso di appartenenza ai  luoghi che hanno plasmato e plasmano la nostra visione del mondo.  La pittura delle prime  civiltà è  forse  l’espressione artistica più affascinante per  lo  spettatore di oggi.  Oltre  che  sulla  figura  umana,  è  infatti  in  grado  di  dirci  qualcosa  sul  suo  rapporto  con l’ambiente  che  la  circonda  e  che  la  condiziona:  i  suoi  simili,  gli  animali,  la  natura. E  lo  fa  nel linguaggio  formale caratteristico di ogni cultura e soprattutto, suggestivamente, con  i colori. La seconda tappa nella genesi dell’arte figurativa, riflesso di creazioni mentali, si è verificata quando l’uomo  ha  iniziato  a  tradurre  la  propria  realtà  interiore  in  espressione  grafica.  L’arte  è sicuramente nata da una esigenza  intellettuale come,  tempo prima,  l’utensile è apparso per un bisogno  vitale  (esistenziale),  e  poiché  l’essere  umano  è  sia  biologico  sia  sociale,  l’utilizzo dell’immagine  ha  da  allora  assicurato  la  coesione  dei  due  aspetti  e  in  definitiva  una  certa coesione pubblica e collettiva. La  forza  iconografica delle opere  in mostra,  la simbologia primitiva e arcaica, determinano una serie di analogie con la cultura sarda primigenia, archeologica, tradizionale e identitaria, creando un grande gioco di rimandi e risonanze che dall’apparentemente altro come l’arte proveniente da un  continente  agli  antipodi  (che  però  ha  sempre  avuto  una  condizione  di  insularità  non  solo geografica) ci riporta alle evidenze e ricchezze del territorio che noi abitiamo”.

La mostra è un progetto del MAN_Museo d’Arte della Provincia di Nuoro, in collaborazione e con il patrocinio della Regione Sardegna, il Ministero degli Affari Esteri Italiano, l’Ambasciata Italiana a  Canberra,  l’Ambasciata  Australiana  a  Roma,  l’Istituto  Italiano  di  Cultura,  il  Consolato  di Melbourne.

MAN_Museo d’Arte della Provincia di Nuoro

Via Satta 27, 08100 Nuoro 

 Sea Eagle 2008

http://www.museoman.it

Tel: +39 0784 252110

Fax: 0784 1821251

orari 10:00 - 13:00 / 15:30 - 19:30 lunedì chiuso 

Biglietto 3,00 euro

Il servizio di visita guidata è gratuito dal martedì al sabato dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:30

alle 19:30.

Mostra organizzata e coordinata dalla Start srl

Presidente: Davide Sandrini

Segreteria Organizzativa: Giovanna Gotti

UFFICIO STAMPA

Studio ESSECI / Sergio Campagnolo

tel. + 39 049 663499

www.studioesseci.net / info@studioesseci.net

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