Al MAN di Nuoro fino al 3 Ottobre la Mostra "Ed Templeton. Il Cimitero della Ragione"

Mercoledì, 1 Settembre, 2010

Immagine della mostra

Al MAN di Nuoro prosegue fino al 3 Ottobre la Mostra  "Ed Templeton. Il Cimitero della Ragione"
 
È uno tsunami di  immagini quello che invade   il MAN di Nuoro  nella Mostra aperta fino al 3 ottobre 2010: una  folla  di  centinaia  e  centinaia  di  immagini  e  figure  di Ed Templeton, l’Andy Warhol o forse meglio  il Basquiat dell’America di oggi. In  Il Cimitero della Ragione, questo  il  titolo della mostra, foto, disegni, acrilici, sculture, video, clips, interventi sonori raccontano le storie, le emozioni e le frequentazioni degli ultimi quindici anni del vitale e dinamico Templeton.
Quindici anni in cui l’artista, oggi poco più che trentenne, è stato interprete direttamente coinvolto, e non solo  spettatore, dell’America delle periferie,  violenta e  insieme  tenera,  luoghi non luogo, senza misure o mezze misure.
 
Sono spaccati su adolescenti  in cerca di identità. Band che vivono la noia ruotando su una pista da  skateboard,  il  sangue  delle  loro  cadute,  le  tribù  della  notte,  le  droghe  e  gli incontri intimi bruciati  nelle piccole  stanze  di  hotel.  L’artista entra in profondità, vive i mondi, non si limita a registrarli  con  lo  sguardo  di  un  entomologo.  La  leggerezza  è  semmai  nell’espressione,  quasi riproposizioni di fanzines illustrate o meglio di adolescenziali e caotici diari di vita.
 
Ed Templeton nasce come skateboarder, sport che continua a praticare. Ed è proprio  la pratica sportiva che gli consente di avvicinare alla pari i più giovani, registrandone crisi e ricerche, sogni, desideri, paure. Quello che travasa nelle sue immagini è un universo che ben conosce per averlo vissuto  sulla  propria pelle. Racconta di ricerche di sesso e di sessi, di angosce, aggressività, gioie e problemi in esistenze di passaggio. Senza giudicare, offrendo semmai opportunità e chiavi di comprensione a chi abbia voglia di capire senza preventivamente escludere.
 
Per lui si è richiamata l’etichetta della “street art”, un’arte di strada, fatta di un insieme disordinato e straordinariamente vivo e attuale di linguaggi. Templeton esprime una continua contaminazione di  foto e  immagini dipinte, di  interventi grafici e di scrittura: murales,  tags, graffiti, pubblicità, ma anche musica, in un affastellamento di codici visivi e comportamentali.
 
La mostra  racconta  la storia di un skateur professionista, di un  fotografo, di un designer, di un pittore,  di  un  ragazzo  di  strada  uscito  dal  tunnel,  di  un  rigoroso  vegano,  di  un  pubblicitario  di successo, di un creatore di moda (negli States,  le sue scarpe sono simbolo di libertà creativa)…
Una storia che, se anche conduce alle sue vicende, supera però la dimensione autobiografica per mettere a nudo, con coraggio, i fenomeni sociali.
 
Difficile  classificare  l’opera  di Ed Templeton  (1972),  cresciuto  in  una  periferia  di  Los Angeles, adolescente diviso  tra skateboarding e punk, entrambe vie di fuga e strumento di salvezza. Lo sport gli dà il successo e a 21 anni fonda la “Toy Machine Bloodsucking Skateboard Company”, società leader di un territorio di confine, di una cultura urbana fuori norma. La passione per  la pittura esplode  alla  scoperta  di Schiele, Balthus  e David Hockey. E  di  pari passo,  la  passione  per  la  fotografia. All’inizio  è una  fotocamera  analogica,  che  gli  permette  di creare personalmente le immagini.
 
Così  come  continua  ad  essere  allo  stesso  tempo  sportivo  e  artista, mito  e  eterno  ragazzo  di strada, Templeton non vuole scegliere, non vuole limitarsi ad sola disciplina nelle sue espressioni artistiche. Fotografia, pittura, scultura ai suoi occhi sono eguali e complementari. Sulle sue opere egli usa annotare  impressioni, aneddoti, stati d’animo, ad unire anche  la scrittura ed  il racconto. Le immagini in mostra dipanano, tutte insieme, vicende personali e storie complesse di gruppi, un Cimitero della Ragione vissuto e raccontato con crudezza ma  senza  insistenza. Con  realistica poesia.
 
La mostra è un progetto  in  collaborazione  con  lo SMAK di Ghent, a  cura di Thomas Caron. Catalogo  edito  dallo  SMAK  con  testi  di  Thomas  Caron,  Jean-François  Chevrier,  Carlo McCormick, Arty Nelson e Philippe Van Cauteren.
 
MAN Via Satta 27 - 08100 Nuoro t&f +39 0784 252110
info@museoman.itOrario: 10:00/13:00 - 16:30/20:30 dal martedì alla domenica
L'ingresso al museo è gratuito così come il servizio di visita guidata dal martedì al sabato dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 16:30 alle 19:30.
 
UFFICIO STAMPA
Studio ESSECI / Sergio Campagnolo
tel. + 39 049 663499
www.studioesseci.net / info@studioesseci.net

Ulteriori informazioni sul MAN di Nuoro: www.museoman.it

Video Gallery