Al Carnevale di Mamoiada Domenica e Martedi sfilano Mamuthones e Issohadores

Sabato, 5 Marzo, 2011

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Domenica e Martedi sfilano Mamuthones e Issohadores

Programma:

Domenica 6 Marzo
Ore 15.00 Piazza Santa Croce
Balli in piazza
Sfilata Mamuthones e Issohadores
Mascherate spontanee

Lunedì 7 Marzo
Ore 15.00 Piazza Santa Croce
Carnevale dei Bambini
Balli e Musica in piazza
Sfilata piccoli Mamuthones e Issohadores

Martedì 8 Marzo
Ore 15.00 Piazza Santa Croce
Balli in piazza
Sfilata Mamuthones e Issohadores
Gruppi Spontanei in maschera
Juvanne Martis Sero
Fave con Lardo

Sabato 12 Marzo:
Ore 20.30 Sala Comunale “Sas Padeddas” Balli in maschera

Domenica 13 Marzo:
Ore 15.00 Piazza Santa Croce “SAS PADEDDAS” Balli in maschera

 

Organizzazione a cura di: COMITATO CARNEVALE 2011

Comune di Mamoiada - Associazione Turistica Pro Loco - Museo delle Maschere Mediterranee - Associazione Culturale  Atzeni Beccoi

info e prenotazioni:

0784 56154- 3281762602 saraservizi

 0784 569032  pro loco

0784 569018 museo delle maschere

320 1444274 ass.ne atzeni-beccoi

www.mamoiada.net - www.mamuthonesmamoiada.it - www.museodellemaschere.it - www.mamuthones.it 

 

Scheda del Carnevaledi Mamoiada

Mamuthones e Issohadores
A Mamoiada, paese del centro della Barbagia, situato a poca distanza dal massiccio del Gennargentu e dal Supramonte di Orgosolo, il fascino e l'atmosfera del Carnevale attirano ogni anno migliaia di turisti.

Le maschere del Carnevale mamoiadino
Il carnevale di Mamoiada è uno degli eventi più celebri del folclore sardo. Le maschere tradizionali di questo carnevale sono i Mamuthones e gli Issohadores.

I primi, vestiti di pelli ovine, indossano una maschera nera di legno d'ontano o pero selvatico, dall'espressione sofferente o impassibile; sulla schiena portano "sa carriga", campanacci dal peso di circa 30 kg, legati con cinghie di cuoio, mentre al collo portano delle campanelle più piccole. I campanacci, fino a non molti anni fa, venivano forniti in via amichevole da pastori che recuperavano i pezzi più malandati o li prendevano direttamente dal collo delle loro bestie. I "sonazzos" sono dotati di "limbatthas", batacchi costruiti utilizzando le ossa del femore di pecore, capre, asini o altri animali. I campanacci ancora oggi sono realizzati con grande maestria da artigiani di Tonara, centro del Mandrolisai.
Gli Issohadores indossano una camicia di lino, una giubba rossa, calzoni bianchi, uno scialle femminile, a tracolla portano sonagli d'ottone e di bronzo; alcuni portano una maschera antropomorfa bianca.

Un rito molto sentito del carnevale è la vestizione dei Mamuthones, compiuta da due persone. Dopo la vestizione i Mamuthones sfilano in gruppi di dodici, rappresentando i mesi dell'anno, guidati dagli Isshoadores che sfilano in gruppi di otto e danzano eseguendo passi di notevole difficoltà che devono essere imparati da bambini.

La sfilata dei Mamuthones e degli Isshoadores è una vera e propria cerimonia solenne, ordinata come una processione.
I Mamuthones, disposti in due file parallele, fiancheggiati dagli Issohadores, si muovono molto lentamente curvi sotto il peso dei campanacci e con un ritmo scandito dagli Issohadores, dando un colpo di spalla per scuotere e far suonare tutti i campanacci.
Gli Issohadores si muovono con passi più agili e all'improvviso lanciano la loro fune, sa soha, per catturare qualcuno degli astanti: i prigionieri per liberarsi dovranno offrire loro da bere.

Le maschere fanno la loro apparizione in occasione della festa di Sant'Antonio tra il 16 e il 17 gennaio poi la domenica di carnevale e il martedì grasso. Durante l'ultimo giorno, il martedì grasso, si può assistere alla processione della maschera di Juvanne Martis Sero trasportata su un carretto da uomini vestiti da "zios" e "zias" che ne piangono la morte cantando sconsolatamente.

Storia dell'evento
Le origini del carnevale di Mamoiada, conosciuto anche come "la danza dei Mamuthones", sono oscure, molte sono le ipotesi che sono state avanzate, nessuna effettivamente dimostrabile.
Secondo alcuni il rito risalirebbe all'età nuragica, nato come gesto di venerazione degli animali, per proteggersi dagli spiriti del male o per propiziare il raccolto.

La parola Mamuthones è stata anche ricondotta al greco "Maimon" che significa "colui che smania, che vuole essere posseduto dal dio" (nella lingua sarda odierna il termine significa pazzo o "buono a nulla"). Gli Issohadores derivano invece il nome da "soha", "lunga fune" (originariamente fatta di cuoio, oggi è un laccio in vimini), sono i guardiani dei Mamuthones.

Secondo altre tradizioni, i Mamuthones sarebbero i prigionieri Mori catturati dai sardi Issohadores, ma non mancano i richiami al culto dionisiaco.
Da un punto di vista antropologico, il carnevale di Mamoiada, come in generale i carnevali barbaricini, viene legato ai cicli della morte e della rinascita della natura. Rituali arcaici di esorcizzazione e maschere orride ripropongono, in chiave grottesca, il rapporto uomo-animale, che sta alla base del sistema economico-sociale della Barbagia, essenzialmente fondato su pastorizia e allevamento.

A queste maschere si riconosceva il potere di influire sulle sorti dei raccolti e sulla sopravvivenza, per questo motivo, nonostante l'aspetto spaventoso, la loro visita era gradita e al fine di ottenere la loro benevolenza si offrivano loro cibi e bevande.

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