Itinerari attorno ai luoghi: i riti della Settimana Santa a Santu Lussurgiu

La settimana santa di Santu Lussurgiu

 

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I riti della Settimana Santa di Santu Lussurgiu sono organizzati dalle quattro confraternite del paese: la confraternita del Rosario, la confraternita di Santa Croce, la confraternita del Carmine e la confraternita dell'Addolorata. Con la Settimana Santa si celebra il triduo pasquale, ossia la passione, la morte e la risurrezione di Cristo e si conclude il periodo penitenziale, nel quale i cristiani si preparano a celebrare il più grande mistero del Patto della Nuova Alleanza di Dio con la comunità.

 

Settimana che precede la Domenica delle Palme

Durante questa settimana nella sacrestia della confraternita del Rosario, Sa Cunfrarìa 'e su Rosariu, si lavora le palme che verranno distribuite durante la Domenica delle Palme e i cantori ufficiali, Su Cuncordu 'e su Rosariu (coro della Confraternita del Rosario) eseguono le prove. 

La Domenica delle Palme

Con la Domenica delle Palme iniziano i riti della Settimana Santa con la benedizione e distribuzione al popolo delle palme intrecciate e dei rametti di ulivo.

La Santa Messa è cantata da Su Cuncordu 'e Santa Rughe (coro della confraternita di Santa Croce).

 

Martedì Santo

Nella chiesa di Santa Croce l'omonima confraternita organizza la rappresentazione de Su Nazarenu (il Cristo alla colonna), una via Crucis accompagnata dai canti Miserere (salmo 50-51) e Novena (Stabat Mater in sardo)eseguiti da Su Cuncordu 'e Santa Rughe.

 

Mercoledì Santo

La confraternita del Rosario cura la preparazione del simulacro del Cristo Morto sulla Croce e di tutti gli oggetti che verranno utilizzati per la cerimonia del giorno dopo, come corde e cunei di legno (sas cotzas) e le scale per le funi (iscalas de arrambu). La Compagnia delle Prioresse (le quali hanno il compito di organizzare le feste religiose, di curare il decoro delle chiese, assistono i malati e i bisognosi,partecipano a processioni e funerali con i costumi tradizionali) hanno il compito di vestire la statua della Madonna Addolorata.

 

Giovedì Santo – S'Incravamento

Originariamente si svolge Sas Criccas, una processione volta a riunire le quattro confraternite (di Santa Croce, del Rosario, del Carmine, dell'Addolorata) per partecipare alla Messa in Coena Domini (Messa della Cena del Signore).

Oggi, invece, il pomeriggio è dedicato alla preparazione del tavolo per la Cerimonia del Lavabo (lavanda dei piedi). Sul tavolo si stende una tovaglia con lo stemma della Confraternita, imbandita con pesce, pane, vino, ortaggi e altro.

Terminata la santa messa, dalla chiesa di Santa Maria degli Angeli (Su Cunventu), si avvia la processione con il simulacro della Madonna Addolorata, portato dalla confraternita del Carmine; il corteo, chiuso dalla confraternita dell'Addolorata, è accompagnato da Su Cuncordu 'e su Rosariu che canta versetti del Miserere, nei punti prestabiliti. All'interno della chiesa parrocchiale, la confraternita del Rosario, prepara lo spazio per il rito dell'Incravamentu (crocifissione) del Cristo Morto: anche questa funzione è accompagnata da versetti del Miserere, che gli anziani hanno soprannominato Miserere Longu, per la sua lunga durata. La sacra rappresentazione termina con una strofa della Novena.

 

Venerdì Santo – S'Iscravamentu

Durante il pomeriggio si prepara la lettiga con i fiori e le candele, il vassoio con i matelli e le pinze, si ripuliscono le scale per S'Iscravamentu (deposizione della croce) e le Prioresse si occupano della vestizione, preparando le fasce colorate, accuratamente arrotolate.

Dalla chiesa di Santa Maria degli Angeli si avvia una processione accompagnata dai versetti del Miserere, con la lettiga del Cristo Morto circondata da quattro confratelli che portano i lampioni spenti e tutti gli oggetti preparati durante il pomeriggio.

Il corteo arriva alla chiesa parrocchiale, dove il coro intona le strofe della Novena, durante la rappresentazione della deposizione del Cristo.

La deposizione costituisce la parte più drammatica del triduo, i fedeli vengono rapiti dala predica e dai canti che scandiscono i diversi momenti della deposizione del Cristo morto nell’Urna.

Al termine del rito i confratelli (Cunfrades) di Santa Croce  si avviano in processione verso la chiesa di Santa Maria degli Angeli, portando le scale, i chiodi, la lettiga con il Cristo Morto e i lampioni ora accesi, seguono i sarcerdoti, il coro de Su Cuncordu 'e su Rosariu che intona versetti del Miserere, il simulacro della Vergine portata dalla confraternita della Madonna Addolorata seguono, infine, la confraternita del Carmine.

Giunti in chiesa il Cristo Morto e la Madonna restano esposti per l’adorazione dei fedeli.

Fatto ritorno alla chiesa di santa Maria degli Angeli, la lettiga e il simulacro della Madonna vengono. Durante la notte i cantori radunati nella sagrestia, intonano i canti sacri fino a mezzanotte, poi intercalati anche da canti profani, tutti tramandati dalla tradizione orale dei lussurgesi.

 

Sabato Santo

Dedicato alla vestizione dei simulacri della Madonna e del Cristo Risorto: la prima ha un vestito azzurro e sul capo una coroncina d'argento con un velo nero che copre il simulacro per metà; il Cristo Risorto ha sul capo una ghirlanda di fiori con un velo bianco. Entrambi i simulacri saranno scoperti al momento della cerimonia de S'Incontru.

 

Domenica di Pasqua

La cerimonia de S'Incontru rievoca il primo incontro di Cristo Risorto con la Madonna.

Le confraternite del Rosario e del Carmine  guidano la processione del simulacro della Madonna con le proprie insegne e gli stendardi partendo dalla chiesa di Santa Maria degli Angeli, mentre le confraternite dell'Addolorata e di Santa Croce, con il simulacro del Cristo Risorto, si riuniscono nella chiesa Parrocchiale. Al suono delle campane, alligrizios de Pasca, i membri delle quattro confraternite escono dalle due chiese per incontrarsi nel piazzale della parrocchia, dove si svolge S'Incontru.

Qui il parrocco, intona il canto Regina Coeli, e i confratelli levano i veli della Madonna e del Cristo; i riti terminano con la celebrazione della Messa solenne  nella chiesa del Convento accompagnata dai canti del coro de su Cuncordu 'e su Rosariu.

 

Santu Lussurgiu

Santu Lussurgiu (m. 503 s.l.m.) è situato ai piedi del versante sud orientale della catena del Montiferru, ed è in provincia di Oristano. Nella sua struttura urbana e architettonica, conserva ancora intatta, la memoria del passato, vantando uno fra i migliori centri storici della Sardegna. Il paese ha una caratteristica struttura ad anfiteatro che lo ripara dai venti dominanti e con la sola apertura a mezzogiorno. Fitti boschi di lecci e di castagni circondano l'abitato, le cui case presentano la tipica struttura a torre e le strade, ripide e tortuose, conservano ancora l'acciottolato.  Scorci suggestivi sono facilmente godibili in ogni rione del centro storico del paese, dove le case fanno bella mostra di sé con i muri di pietra a vista e con i caratteristici architravi e porte con antichi batacchi.

 

Tra i monumenti più rilevanti troviamo:

  • la chiesa di Santa Croce anticamente, intitolata a San Lussorio, martire cristiano e venerato in tutta la Sardegna; la chiesa fu consacrata come attestano i documenti, nel 1185 dal vescovo di Bosa. Attorno a questa chiesetta campestre sorse il nucleo abitativo del paese.
  • la chiesa della Madonna degli Angeli in stile tardo gotico-aragonese, sorta nel 1473 per volere dei frati minori osservanti e del Beato Bernardino da Feltre, che giunsero a Santu Lussurgiu nel 1420, nell'atrio della chiesa, infatti, vi è tra le altre, una lapide murata nella quale vi si legge: "Fue fundado este convento por el B. Bernardino de Feltro el dia 2 de agosto de 1478". La chiesa, recentemente restaurata, conserva al suo interno una preziosa statua lignea del 1500 della Madonna degli Angeli col Bambino ed è arricchita da un pulpito ligneo, da una pregevole pala d'altare in legno policromo, nelle cui nicchie si possono ammirare le statue della Madonna, di S. Diego e di S. Pasquale. Il Convento, purtroppo, fu demolito nel periodo fascista (1935) per dar luogo all'edificio delle scuole elementari.  

 

Rilevante è anche il Museo della Tecnologia Contadina dove è ben documentata la memoria del passato dei lussurgesi, di ciò che sono stati e di ciò che hanno fatto.  Il Museo sorse nel 1976 e raccoglie oltre duemila strumenti da lavoro e oggetti di uso quotidiano del passato donati esclusivamente da famiglie lussurgesi, raccolti e catalogati sapientemente in più di vent'anni, testimoniando in modo diretto e concreto e con estrema efficacia didattica, anche le più sommesse vicende esistenziali che hanno scandito, in tempi ormai lontani, la faticosa lotta per la sopravvivenza affrontata ogni giorno della comunità di Santu Lussurgiu. Il Museo è situato nei locali del Centro di Cultura Popolare U.N.L.A., in una antica casa padronale del XVIII secolo e ubicata nella parte centrale del paese.

(Dal sito del comune di Santu Lussurgiu)