Itinerari attorno ai luoghi: i riti della Settimana Santa di Cuglieri

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C) La settimana santa di Cuglieri

Le cinque Confraternite, Cunfrarias, che organizzano i riti della Settimana Santa sono: la Confraternita del Convento, la Confraternita di Santa Croce, la Confraternita del Carmelo, la Confraternita di San Giovanni e la Confraternita del Rosario. Quest'ultima fa capo alla Basilica di Santa Maria della Neve (chiesa parrocchiale di Cuglieri). Sono particolarmente sentiti i riti del Giovedi Santo. Essi hanno inizio con la messa in Coena Domini[1], cui segue la processione de sas chilcas[2], la ricerca di Gesù da parte dell'Addolorata e delle Marie, per le vie del paese e nelle chiese dove sono stati allestiti i sepolcri.
Il Venerdì Santo vede una ancora maggiore partecipazione dei fedeli. Le funzioni iniziano molto presto, di mattina, con il rito de S’Ingravamentu[3], seguito dalla processione de Sa rughe [4]e da quella con Cristo in croce, per concludersi, a tarda sera, con il rito de S’Isgravamentu e la processione di rientro nella Chiesa di Convento. Caratteristiche del centro storico, colori dell’abbigliamento delle confraternite, preghiere e spiritualità dei devoti concorrono a creare durante i riti un’atmosfera toccante, ma l’elemento di maggiore suggestione è offerto da Su Cuncordu, bellissimo coro a quattro voci che accompagna l'intero svolgersi del sacro dramma. Il coro, maschile, fonde la tradizione sarda del canto “a tenores” e delle confraternite della Settimana santa con la musica liturgica europea tardo-medievale. Nel cantare il Miserere e lo Stabat Mater, Su Cuncordu si dispone a semicerchio: su bassu al centro, su contraltu a sinistra, su tenore, che conduce la melodia, a destra. Su tenore falzu sta poco più in là e si aggiunge a intermittenza. 

Giovedì Santo

I riti iniziano con la celebrazione della Santa Messa in Coena Domini, seguita dalla processione de Sas Chilcas, ovvero la ricerca di Gesù per le vie del paese e nelle chiese dove sono stati allestiti i Sepolcri.

 

Venerdì Santo

La mattina viene celebrata la funzione de S'Ingravamentu seguita dalla processione de sa rughe e da quella con il simulacro del Cristo in Croce.

La sera viene celebrata la funzione de S'Isgravamentu; una volta terminata, parte la processione di rientro nella chiesa del Convento.

 Sabato Santo

In questa giornata si ripete la funzione de Sas Chilcas.

 Cuglieri

 Situato nella Sardegna centro-occidentale, nell’ambito della provincia di Oristano, Cuglieri, disteso su un altura con  barriera dei rilievi del Montiferru alle spalle, guarda il mare verso cui il suo territorio declina con una costa ora aperta in piccole baie o lunghi litorali sabbiosi ora aspra e selvaggiamente inaccessibile. La natura è stata generosa con Cuglieri: nel suo territorio, che con 121 chilometri quadrati è il più vasto della provincia di Oristano, raduna montagne, fitti boschi, fiumi e sorgenti, spiagge, imponenti scogliere, e il fascino dei luoghi gareggia con quello di una lunghissima storia. I cui segni vanno dai nuraghi alle città scomparse, ai castelli, a splendide chiese, a una tradizione di grande valore. L'economia di questo territorio si basa sull'allevamento di bovini e ovini, sull'agricoltura, in particolare la coltivazione dell'olivo, e sull'artigianato. Quest'ultimo ricopre un ruolo fondamentale ed è conosciuto per la lavorazione di tappeti, arazzi e coperte realizzate in cotone o in lino attraverso tecniche molto antiche. Le donne di Cuglieri sono famose, invece, per sa prenditura, un’arte di lavorazione di frange ornamentali per asciugamani  o corredi. La particolarità di queste frange consiste nel fatto di essere realizzate con fili di cotone o di lino che annodati tra loro creano disegni per la maggior parte rappresentanti motivi agro-pastorali.

 I monumenti Basilica Santa Maria Della Neve

Le origini di questa basilica sono molto incerte: si narra che intorno al XIII secolo una cassa di legno, recante il simulacro della Madonna, giunse misteriosamente sulla spiaggia di Santa Caterina di Pittinuri. Successivamente la statua venne trasportata, su un carro trainato da buoi, a Cuglieri per essere collocata nella chiesa di Santa Croce. Improvvisamente, senza spiegazione, i buoi decisero di salire in cima al colle Bardosu, dove fu impossibile anche per il carrettiere smuoverli. Sorse così il santuario della Vergine Santissima della Neve.

L'interno della basilica è strutturato ad aula mononavata con volta a botte lunettata suddivisa in quattro campate. Sulla navata si aprono otto cappelle (quattro per lato), anch’esse con volta a botte, illuminate da lucernai a cupolotto. Il presbiterio è caratterizzato da un altare “a ventaglio” di marmo e muratura e sormontato da un’alta cupola.

Nel 1893, in occasione dell'Incoronazione Solenne del simulacro della Vergine con il Bambino, la decorazione pittorica venne affidata a Emilio Scherer; nel corso del Novecento vennero però rimosse a causa del loro deterioramento.

 

Madonna Delle Grazie (Convento)

L’origine risale alla fine del 400 o agli inizi del 500. Verso il 1545, grazie alla donazione dello stabile da parte della famiglia Zatrillas, fu annesso il Convento dei Servi di Maria, primo ordine religioso a Cuglieri.
Lucia Zatrillas, inserita nell’elenco dei Beati dell’ordine, diede tutto il suo aiuto a un certo Frate Alessandro per la costruzione del Convento e della Chiesa. Durante l’ultimo restauro della chiesa, una strana sepoltura è venuta alla luce nella cappella dove si fa “s’ingravamentu”, la tomba di Lucia Zatrillas.

 

 Chiesa dei Cappuccini

Originariamente la chiesa era utilizzata dall'ordine dei Francescani e nel 1613 subentrarono i Frati Cappuccini. All'interno della chiesa è custodito un quadro che ricorda il prodigio del frate Paolo Pierra il quale riuscì a trasportare fino al convento una bisaccia piena d'olio, riempita da frantoiani burloni, senza spargerne nemmeno una goccia.

Chiesa di Santa Croce 

E’ stato costruita nella parte più antica di Cuglieri ovvero nel primo insediamento abitativo.
E’ infatti la chiesa più antica di Cuglieri. Inizialmente era intitolata a Santa Silvana. L’Arciconfraternita risale al XVI secolo.
 

Chiesa del Carmelo

Di questa chiesa si trova traccia in alcuni documenti del 1600 sotto il nome di Chiesa di S. Urbano.
Dal 13 novembre 1702 ha preso il nome di beata Vergine del Carmelo.

Chiesa di San Giovanni

Risale ai primi del 500 cioè prima della costruzione della chiesa di Cappuccini.
La confraternita nasce ad opera di laici sempre sotto la tutela del clero locale. Nella notte del 24 giugno, vigilia della festa di San Giovanni Battista, avviene il rito ancestrale de “s’abba muda ”: dopo una breve sosta nella chiesa, ai piedi della statua del Santo bambino coperto di pelle d’agnello, si lascia a piedi l’abitato e camminando ai lati della strada ( riservando, così, la parte centrale per i defunti), in assoluto silenzio e senza mai voltarsi indietro, ci si dirige alla fonte di Tiu Memmere per bere l’acqua che sana i mali del corpo e dell’anima; alla stessa maniera, in silenzio e senza mai girarsi, si fa ritorno alla chiesa. Culto nuragico dell’acqua salutare e devozione al Santo cristiano che con l’acqua scacciava la colpa antica del peccato originale, si sono così amalgamati e fusi e si ripetono, anno dopo anno, con ferma convinzione.

 

I siti archeologici

 Basiliche di Corpus – Santa Caterina di Pittinuri (OR)

La città di Cornus fu fondata dai cartaginesi alla fine del VI secolo a.C., a testimoniarlo la presenza di cinta muraria, sepolture e numerosi altri reperti. La città rappresentò il cuore della resistenza sardo-punica contro i romani in occasione della rivolta scoppiata nel 215 a.C. (seconda guerra Punica). Il periodo romano è testimoniato dalla presenza di un edificio termale. Attorno all'acropoli di Cornus, sita sulla collina di Corchinas, si svilupparono gli insediamenti abitativi e artigianali.

Nel periodo tardo - antico si sviluppò il complesso cristiano di Columbaris, comprendente tre edifici basilicali e un'area adibita a cimitero dove sono state scoperte tombe terragne dette “alla cappucina”, sepolture dentro anfore dette a enkytrismos e Mensae per il rito funebre del refrigerium. Allo stesso periodo risale la prima basilica, all'interno della quale erano presenti sarcofagi in pietra dove venivano sepolti i fedeli più in vista della comunità; subito davanti c'era un piccolo ambiente adibito a battistero.

Le altre due basiliche, risalenti al V-VI secolo a.C., sono comunicanti tra loro. La basilica maggiore, con abside orientata verso Est, è divisa in tre navate, al centro della principale è ancora visibile il basamento dell'altare di fronte al quale si trova la scalinata del soglio episcopale. Ai lati della scalinata furono realizzati due ambienti che fungevano da Pastophoria (sacrestia).La basilica minore presenta la stessa struttura della basilica maggiore ma l'abside è orientata verso Ovest; successivamente fu adibita a battistero.

Come arrivare

Al km 25, poco prima di Santa Caterina di Pittinuri, si devia a destra seguendo le indicazioni per Cornus - Columbaris. Si continua per circa 2 km seguendo le indicazioni per la località archeologica.

[1] Durante la Messa ha luogo il rito della benedizione dei pani e dei pesci ( un tempo dati in dono ai poveri ed oggi spartiti tra le diverse confraternite delle chiese) e, in ricordo dell'ultima cena, il lavaggio dei piedi.

 [2] Chilca, ricerca. La processione si ripete il Sabato Santo. 

[3]Inchiodatura di Gesù alla croce. Il rito si svolge nella Chiesa di Convento

 [4] Rughe, croce. Un penitente, accompagnato  dai soli membri della confraternita di Convento e dai fedeli, porta a spalla senza alcuna sosta una pesante croce di legno fino alla Basilica di Santa Maria della Neve. Questa viene innalzata al centro del transetto della chiesa e costituirà il supporto della croce sulla quale viene inchiodato il simulacro del Cristo.