Itinerari attorno ai Carnevali Barbaricini-Lodine

Immagine  di Lodine  Il carnevale di Lodine

 

Il Carnevale di Lodine si svolge il Mercoledì della Ceneri (Merhulis de Lessia) e il  protagonista del Carnevale è un fantoccio con una maschera di legno, scolpita da un artista locale, avente le fattezze o di un personaggio della comunità che durante l’anno si è distinto per un comportamento non ben accetto dal paese, oppure di un un personaggio nazionale o internazionale che si è messo in evidenza con connotazioni negative.

Il fantoccio è accompagnato da un corteo formato da un numeroso gruppo di uomini, per la maggior parte travestiti da vedove con gli abiti tradizionali locali, con il viso dipinto di nero che inscena una sorta di funerale. Sas Umpanzias vanno in giro con una maschera fatta di sughero che rappresenta un politico o un personaggio del luogo, sono vestiti di nero e si tingono il viso con il carbone.

Sas Umpanzias durante la processione portano il fantoccio, deriso e sbeffeggiato, di casa in casa dove vengono offerti alla comitiva vino, pane, dolci e altri cibi (per lo più salumi) che arricchiranno il banchetto allestito in occasione del processo in seguito al quale il fantoccio sarà condannato al rogo. Secondo la tradizione solo la maschera di legno sarà salvata dalle fiamme, per essere conservata ed esibita nelle sfilate dei carnevali successivi.

 

 

Lodine

Il piccolo centro agricolo di Lodine si trova 35 km circa a sud di Nuoro, nel cuore della Barbagia ad un'altezza di 884 m, e dista 5 km dal vicino comune di Gavoi.

Il paese è situato al centro di un’area dal paesaggio caratterizzato da lentischi, ginepri e bassi arbusti e gode di una posizione da cui è possibile ammirare gli altipiani e le montagne circostanti, con i loro fitti boschi di roverelle.

A poca distanza dal centro abitato è possibile raggiungere il lago artificiale di Gusana, di notevole interesse turistico per la possibilità di praticare sport acquatici, mentre nelle acque particolarmente pure del Rio Gosogoleo si pratica la pesca sportiva alla trota.

 

I monumenti

Chiesa di San Giorgio Martire

La chiesa risale al Cinquecento, la struttura è a navata unica sulla quale si affacciano due cappelle laterali su ciascun lato. Recenti lavori di restauro hanno posto in luce tracce di affreschi che decorano l’area dell’altare. La chiesa è stata edificata nelle immediate vicinanze di un nuraghe.

 

Santuario Nostra Signora dell’Itria

Pur appartenendo al comune di Gavoi, il santuario è facilmente aggiungibile da Lodine poiché dista solamente 4 km dal paese. In tutta la zona circostante al santuario campestre di N.S. D'Itria sono presenti i segni della presenza umana fin dal pre-nuragico. All'interno del recinto del santuario, circondato dai  muristenes (piccole abitazioni per i fedeli) si trova un altissimo menhir ( sa perda 'e Sa Itria) che si staglia a  poca distanza dalla chiesa creando uno strano connubio fra elementi pagani e cristiani.  La zona di Sa Itria era quasi sicuramente luogo di culto pre-cristiano e la chiesa per soppiantare i riti pagani costruì il santuario dedicato alla Madonna.Il santuario mariano di Nostra Signora d’Itria, ricostruito nel 1903 dopo l’abbattimento della precedente chiesa, che nell’ultima domenica di luglio ospita una delle sagre campestri più sentite della Barbagia. Si dice che proprio a Sa Itria, tra l’VIII e il IX secolo, si sia svolto in gran segreto un sinodo di vescovi per riaffermare l’obbedienza dei sardi al papa di Roma, in contrasto con le pretese di Bisanzio sostenute dall’imperatore d’Oriente. La chiesa è immersa in una campagna ricca di allevamenti ovini e di piccoli caseifici, dove si produce il Fiore sardo. Della vecchia struttura rimane la campana, che reca l’iscrizione della data, 1543: si tratta dell’unica testimonianza scritta del XVI secolo nel territorio di Gavoi.

 

  I siti archeologici

 

Domus de Janas Uniai e Villaggio Nuragico Soroeni

Oltrepassata la necropoli di domus de janas composto da circa sei tombe ipogeiche, si raggiunge l’imponente villaggio di Soroeni: si estende su una superficie di 2 ettari con imponenti ripari sotto roccia, luogo di abitazione di epoca neolitica e successivo impianto nuragico con capanne e nuraghe centrale. Quattro campagne di scavo hanno posto in luce le abitazioni e le testimonianze di vita materiale (vasellame, armi, gioielli, ecc.) che confermano una durata di vita del sito dal Neolitico Recente (3500 a.C.) alla tarda Età Romana (IV secolo d.C.).

Raggiungibile attraverso una strada di penetrazione agraria, a 2 km dal santuario di Nostra Signora di Sa Itria.